Recensione di Mario Aletti, pubblicata in Orientamenti bibliografici, a cura della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, N 40 (2012), p. 61.

In un campo perlustrato con percorsi tortuosi di troppi sedicenti “esperti” spesso animati da spirito polemico ed interessi personali, il lavoro della Di Marzio è una notevole eccezione, che affronta la questione sine ira et studio, superando le secche della contrapposizione ideologica e delle “guerre di religione”, a volte sottese agli stessi concetti di “setta”, di lavaggio del cervello, di proselitismo, di adesione coatta, di “de-condizionamento”, di tecniche di de-programmazione.
Questi concetti vengono analizzati in una prospettiva storico-critica e nel loro significato attuale, nella loro risonanza personale e soggettiva, non meno che nei processi collettivi psicosociali in gioco. Per questa via l’autrice giunge a suggerire i percorsi di un dialogo tra “difensori delle sette” e “movimenti antisette”, sul terreno di una riflessione psicologica circa le motivazioni individuali, i processi psicosociali, le dinamiche relazionali e gruppali, non solo delle “vittime”, ma anche dei loro “guaritori”.
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